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Domus Aurea

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Domus Aurea

Nerone (54 – 68 d. C.), dopo l’incendio del 64 d. C. che distrusse gran parte del centro di Roma, tra cui anche la sua prima casa, la Domus Transitoria, affidò agli architetti Severo e Celere la costruzione della sua nuova residenza, la Domus Aurea. Essa si estendeva su un’area di 80 ettari ca. comprendente parte dell’Esquilino, del Palatino, della Velia, del Celio e l’intera valle che verrà poi occupata dal Colosseo. Per realizzarla fu espropriato gran parte del centro urbano danneggiato dall’incendio e per questo Nerone fu accusato dal popolo di aver causato lui stesso il disastro al fine di trarne un vantaggio personale. L’edificio sembra formato dall’unione di due corpi di fabbrica distinti: quello occidentale ha gli ambienti disposti intorno ad un grande cortile rettangolare; in quello orientale, invece, le stanze si dispongono a raggiera intorno ad una rientranza poligonale e ad una sala ottagonale. Dopo la morte di Nerone, la Domus Aurea subì un notevole ridimensionamento sia per gli interventi flavi finalizzati alla restituzione al pubblico godimento degli spazi occupati dall'immenso edificio neroniano sia dalla distruzione causata dall'incendio del 104 d. C. Della grandiosa dimora resta solo un settore, sul colle Oppio, lungo 300 m e largo 190 m., inglobato nelle fondamenta delle Terme di Traiano (98 – 117 d. C.).

La Decorazione Parietale

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